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Approfondimento

Prompt e Intelligenza Artificiale

Un'intelligenza artificiale generativa non capisce cosa vuoi: capisce cosa scrivi. Non sa chi sei, che scuola frequenti, a cosa ti serve quello che stai chiedendo. Tutto quello che ha è la tua richiesta, e da quella prova a indovinare il resto.

Il prompt è la richiesta che scrivi. Scriverlo bene non significa scriverlo lungo o usare parole difficili: significa dare le informazioni che servono. Chi sei, in che contesto ti trovi, che tipo di risposta ti aspetta, quanto deve essere lunga, cosa non deve contenere. Più cose lasci implicite, più l'IA riempie i vuoti a modo suo — e il risultato è generico, o semplicemente non è quello che ti serviva.

C'è poi un secondo aspetto, meno intuitivo. Questi sistemi sono costruiti per essere utili e collaborativi, e questo li rende accomodanti: se fai una domanda che dà per scontata una cosa falsa, spesso provano comunque a risponderti. Possono citare studi che non esistono, attribuire frasi a persone che non le hanno mai dette, produrre immagini realistiche di eventi mai accaduti. Non stanno mentendo: stanno completando un testo nel modo che sembra più probabile.

Per questo saper scrivere un prompt è solo metà del lavoro. L'altra metà è sapere quando fidarsi e quando verificare. Chiedere all'IA di darti ragione è facile. Chiederle di dirti come controllare da solo è più utile.

Scrivi meglio

Cinque situazioni, quattro modi di chiedere la stessa cosa. Scegli, poi guarda cosa succede davvero.

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